Addio Internet Explorer. Microsoft sancisce la fine di uno dei suoi primi software di punta, diventato oggetto di fastidio e parodie.

 

«Support for older versions of Internet Explorer ends on January 12, 2016». Il modo giusto per decretare la fine di una storia che non funzionava da tempo probabilmente non esiste, eppure lo scarno annuncio con cui Microsoft comunica ladiscontinuation degli aggiornamenti di sicurezza per tutte le versioni precedenti a IE 11 – l’ultimo Explorer della casa di Redmond – sembra ingrato persino nei confronti di uno dei software più odiati e parodiati di sempre.

Un update finale coerentemente ribattezzato «End of Life» consiglierà caldamente agli utilizzatori di IE, ultimi giapponesi che non si sono arresi a Chrome o ad altri prodotti più recenti, di aggiornare alla versione 11 o a Edge – il nuovo, convincente browser di Windows 10 (nel recensirlo The Verge non a caso aveva detto: «Microsoft è ripartita da zero e ha scartato tutto ciò che aveva fatto finora con Internet Explorer») – per non trovarsi in balia di virus e malware. La decisione di Microsoft non è un fulmine a ciel sereno. Era stata annunciata addirittura ad agosto del 2014, e lo scorso marzo Explorer è stato ufficialmente degradato allo status di «legacy», una legittimazione della sua esistenza da reliquia per mere questioni di compatibilità, vista la diffusione capillare sperimentata negli anni d’oro della multinazionale di Bill Gates.

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