Informare per Resistere, Lo Sai, STOP ALLE SCIE CHIMICHE. Come abbiamo imparato a non fidarci della «controinformazione».

 

Sic transit gloria mundi. Quando, nel biennio 2008-2009, Facebook era così recente che molte cose erano prive di nome e per citarle bisognava indicarle col dito, lnformare per Resistere era una specie di vangelo laico e di sinistra. Un’Indymedia con piglio cospirazionista adattata al boom dei social network. Era anche il polo dell’antiberlusconismo militante, riferimento di ogni Popolo viola e inesauribile serbatoio di aforismi di Berlinguer e Matteotti e Pertini. Era la pagina in cui reperire i video di Santoro e praticamente qualsiasi motivo di indignazione civica. Negli status, spesso ancora in maiuscolo, si parlava in terza persona e i guru degli iscritti, ovvero quelli della sinistra, erano Travaglio e Vauro. Era un mondo poco adulto, insomma, per dirla con Paolo Conte. Oggi, ad appena sei anni di distanza dai No B Day, Informare per Resistere ha fatto discutere per aver postato una serie di commenti marcatamente a favore del Family Day, la manifestazione che sabato a Roma si è opposta al dl Cirinna, la legge sulle unioni gay, con dovizia di strali a una mai verificata «propaganda gender».

Decine e decine di miei contatti su Facebook hanno promosso un boicottaggio della pagina, considerando l’attivismo anti-gender un tradimento della sua linea originaria e chiedendo ai loro amici di togliere il mi piace alla suddetta. In realtà, come qualcuno ha fatto notare nelle ultime ore, pagine autodefinitesi di «controinformazione» come Informare per Resistere hanno sempre raschiato il fondo del barile con fantomatici complotti giudaico-massonici e improbabili bufale pescate dai recessi di Internet, dal cancro curato col bicarbonato e limone in su.

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