“Mamma, mi porti a Lourdes?”

Anno

2025

Testata

Lucy. Sulla cultura

Nella concisa lista di mete che immaginavo avrebbero fatto da sfondo alla mia estate, il nome “Lourdes” non figurava nemmeno come boutade estrosa. Ma siccome ogni vacanza può dirsi riuscita solo quando sorprende, il 15 agosto del 2025 mi ritrovo a scendere da un treno regionale francese alla fermata della cittadina dei miracoli, da cui poi ripartirò diretto a ovest. Sono le dieci di mattina e il piazzale della stazione ferve di attività: ci sono backpacker giovani e mitteleuropei alla ricerca spasmodica del loro prossimo torpedone, figli con genitori anziani spinti in salita su sedie a rotelle, e quella che mi pare fin da subito una frequenza strabocchevole di famiglie con bambini, dai tratti soprattutto asiatici.

A Lourdes quella della mia coincidenza ferroviaria non è una giornata qualunque: Ferragosto, prima di diventare l’odierno tripudio di costine grigliate e Instagram Stories di tramonti alle Baleari, nasce come festa cattolica che celebra il dogma dell’Assunzione della Vergine. Ecco perché ovunque poso gli occhi ci sono zelanti volontari con pettorina blu del Pèlerinage National de l’Assomption, il fiore all’occhiello degli appuntamenti annuali lourdiani, giunto alla sua 152esima edizione e segnato, oltre che da una mole inusitata di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, anche da un impiego massiccio di dissuasori a scomparsa, transenne, agenti di polizia municipale.

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